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ALLA SCOPERTA DI MILANO

La spiritualità di una città

Abbiamo amato ogni singolo istante del nostro viaggio

Sant'Ambrogio

La chiesa della milanesità per eccellenza. Il santo Patrono, morto nel 397 volle essere sepolto nella Basilica dei Martiri in cui aveva seppellito Gervasio e Protasio. Tempio ininterrotto di epoche e di stili: paleocristiano, tardo antico, medioevo, rinascimento, barocco, rococò fino ai restauri moderni. 
Lo spirito si placa nella solenne austerità del suo mattone. E lo sguardo corre all'Altare d'oro carolingio, simbolo terreno della regalità di Dio.  



Santa Maria delle Grazie

Chiesa monastica del convento domenicano nel cui reffetorio Leonardo da Vinci dipinse il famoso Cenacolo.  La costruzione della basilica risale al 1463 secondo il disegno gotico dell’ architetto Guininforte Solari, ma è la tribuna che Bramante aggiunge a copertura del presbiterio trent’anni dopo che rende la Chiesa delle Grazie il massimo esempio di 

quell’ architettura rinascimentale promossa e protetta dal mecenatismo di Ludovico Sforza.





San Maurizio al Monastero Maggiore

Un capolavoro assoluto dell'arte rinascimentale lombarda con i suoi quattro mila metri quadri di affreschi affidati in gran parte a Bernardino Luini e figli. Una chiesa doppia perché un'aula era riservata alle monache di clausura il cui convento era sorto su un antico sito romano nelle nebbie del Medioevo, dove ora sorge il Museo Archeologico   
(foto Carlo Dell'Orto - Creative Commons Attributions)



San Satiro

Dal sacello del IX sec. che l’ arcivescovo Ansperto volle per San Satiro, fratello di Sant’ Ambrogio, si è sviluppata la chiesa dedicata a Santa Maria, che nel 1476 diventa il primo banco di prova milanese del genio creativo di Bramante: una straordinaria soluzione spaziale che culmina con lo spaccato prospettico dietro l’ altare,  dimostra la capacità di sintesi tra architettura e pittura di uno dei massimi artisti del rinascimento.



Santa Maria dei Miracoli

Il santuario è un vero scrigno di marmi, intarsi ed affreschi. Sorge accanto alla medioevale chiesa di San Celso presso cui già Sant'Ambrogio veniva a pregare davanti a un affresco della Vergine col Bambino. 
Il 30 dicembre 1485 la vergine scostò il velo che la copriva e guardò tutti i presenti,  mettendo fine all'epidemia di peste. La grande devozione popolare fece iniziare il nuovo Santuario, in cui lavorarono grandi architetti e pittori. I milanesi la chiamano "la chiesa delle spose" perché le spose portavano il loro bouquet di nozze alla Vergine.



Abbazia di Chiaravalle

Fondata da San Bernardo nel suo soggiorno milanese, l'abbazia cistercense diventa un luogo di spiritualità intensa e di lavoro. Tra i primi esempi di gotico in Italia, la chiesa dell'abbazia si arricchisce di cicli di affreschi dal Trecento al Seicento, mentre nelle campagne bonificate dai monaci grazie a ardite opere idrauliche, il paesaggio della "Bassa" è rimasto immutato nei secoli.
(foto Carlo Dell'Orto - Creative Commons Attributions)


Certosa di Garegnano

La  prima Certosa di Lombardia sorge un po' fuori mano nell'antica pieve di Garegnano. 
Il Vescovo Giovanni Visconti chiamò i certosini (e lasciò cospicui mezzi) perché pregassero per lui, troppo impegnato nella vita politica. A fine Cinquecento inizia la campagna decorativa della Chiesa che culmina col capolavoro di Daniele Crespi del 1630. 
Forse non tutti sanno che...proprio da lei prende il nome Viale Certosa!